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LAV E COMUNI DI GUIDONIA E TIVOLI, ACCORDO FIRMATO Randagismo debellato? No, solo monitorato

Accordo raggiunto anche con il comune di Guidonia Montecelio, dopo quello di Tivoli. La Lav si occuperà dei randagi della Città dell’Aria, non costruendo un canile, ma microchippandoli, sterilizzandoli e monitorandoli fino a fine vita. Provvedimento che, presente sul sito del comune in evidenza nella sezione apposita, ha già fatto discutere molti cittadini. 

In definitiva: il comune cattura i cani randagi, paga la Lav, si intesta il microchip e libera il cane; quindi diventa proprietario di cani randagi che, invece di mettere in canile come normativa sul randagiamo imporrebbe, li lascia in strada. 

“Io proprietario devo tenere il mio cane a guinzaglio con museruola, quando vado in giro devo raccogliere la cacca e accudirlo, nutrirlo, pagare le spese perché il cane ha un chip che mi identifica come proprietario e ne rispondo per tutto quello che il mio cane può provocare, come ad esempio aggressioni e/o incidenti – afferma un cittadino di Guidonia – E quando uno dei randagi sporcherà, o peggio: se dovesse aggredire qualcuno? Chi sarà responsabile? Il comune con i soldi dei contribuenti provvederà a risarcire le eventuali vittime?”

Queste alcune delle linee guida evidenziate dall’accordo: 

“Per tali animali dovranno essere garantiti:

  • la sterilizzazione e l’identificazione permanente mediante microchip a cura della LAV;
  • la sorveglianza sanitaria periodica da parte del Servizio Veterinario competente;
  • il monitoraggio costante da parte delle associazioni animaliste coinvolte nel progetto;
  • l’approvvigionamento di cibo, acqua e ogni altra necessità connessa al
  • benessere animale;
  • agli animali dovrà essere apposto inoltre un collare ben visibile di colore giallo.
  1. Le attività di accudimento, monitoraggio e sostentamento saranno assicurate dalla LAV e/o da altre associazioni di protezione animale formalmente individuate, che assumeranno specifici obblighi di gestione e controllo degli animali inseriti nel programma.
  2. Il Comune, quale ente promotore dell’intervento, provvederà a disciplinare mediante appositi atti i rapporti con le associazioni coinvolte e a garantire adeguate coperture assicurative per la responsabilità civile verso terzi connessa alla presenza degli animali oggetto del progetto, nonché ogni ulteriore misura ritenuta necessaria ai fini della tutela dell’incolumità pubblica e della corretta gestione degli stessi.
  3. Il progetto dovrà prevedere inoltre un sistema di monitoraggio periodico dei risultati ottenuti, finalizzato alla progressiva riduzione del fenomeno del randagismo, al miglioramento delle condizioni di benessere animale e alla tutela della sicurezza pubblica…”.

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