
Una strana sindrome sta aggredendo i bambini inglesi, provocando qualche piccola vittima. La Società italiana di pediatria mette in allarme undicimila pediatri per chiedere di monitorare la situazione. “Nelle ultime settimane è stato osservato, in particolar modo nelle zone del paese più colpite dall’epidemia da Sars-Cov-2, un aumento della frequenza di bambini affetti da malattia di Kawasaki” afferma Angelo Ravelli, segretario del gruppo di studio di Reumatologia della Società Italiana di Pediatria. Si tratta di una vasculite che colpisce i bimbi sotto i 10 anni, più frequentemente prima dei 5. Si ritiene sia causata da un agente infettivo che, solo nei piccoli fisicamente predisposti, provoca una infiammazione. Sono apprezzabili sintomi tipici come febbre alta persistente, eruzione cutanea, alterazioni delle mucose e delle estremità. I casi estremi e più temuti prevedono l’infiammazione delle arterie del cuore, che può portare a “dilatazioni aneurismatiche permanenti delle coronarie”.
In genere questa singolare patologia risponde molto bene ad una terapia a base di immunoglobuline e acido acetilsalicilico, talora cortisone, e con il giusto trattamento, applicato in tempi rapidi, tutti i bambini guariscono. Nello specifico, però, i medici del dipartimento Pediatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, hanno scoperto che il coronavirus aggrava la condizione della malattia di Kawasaki. A testimoniarlo sono i numeri: in un solo mese al Papa Giovanni XXIII hanno registrato un novero di casi pari a quelli dell’ultimo triennio. Non trascurabile il dato che solo una piccola minoranza di bambini infettati da SarsCov2 sviluppa la Malattia di Kawasaki, si tratta di meno dell’1%. Ciò nonostante gli esperti invitano a non trascurare le potenziali conseguenze di questo virus, soprattutto in previsione dell’imminente apertura della Fase 2.




