
Il 21 e 22 aprile la Prima Conferenza Nazionale Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mette al centro governance, sicurezza economica e cooperazione istituzionale, in un progetto fortemente voluto dal direttore Roberto Alesse e proposto dal direttore centrale Antifrode Sergio Gallo.
Roma si prepara ad accogliere la Prima Conferenza Nazionale Antifrode di ADM, appuntamento che segna un passaggio di rilievo nella costruzione della nuova rete dei controlli dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’evento, in programma il 21 e 22 aprile 2026, nasce nel contesto della creazione della Rete Nazionale Antifrode ed è stato fortemente voluto dal direttore dell’Agenzia, il consigliere Roberto Alesse, su proposta del direttore centrale Antifrode Sergio Gallo.
Nel disegno dell’iniziativa emerge con chiarezza la figura di Alesse, chiamato a imprimere una direzione strategica a un modello che tiene insieme indirizzo amministrativo, capacità di coordinamento e modernizzazione degli strumenti di presidio. Non a caso il suo intervento è previsto sia nella sessione istituzionale di apertura sia nella ripresa pomeridiana dei lavori dedicati alle priorità antifrode 2026-2027.
Accanto a lui si colloca Sergio Gallo, direttore della Direzione Antifrode, che del progetto rappresenta l’architrave tecnico e operativo. Il comunicato dell’Agenzia definisce infatti la conferenza come un momento di confronto e condivisione tra chi opera ogni giorno sul campo e chi è chiamato a definire strategie e priorità, una formula che restituisce bene il senso del lavoro impostato dalla Direzione Antifrode.
La prima giornata sarà scandita da due panel dedicati a “Frodi globali, controlli e sicurezza economica nazionale” e a “La risposta del sistema Paese: tecnologie e cooperazione”, mentre il secondo giorno sarà affidato a focus group tematici coordinati dai dirigenti della Direzione Antifrode. È qui che la conferenza assume il suo profilo più concreto, perché trasforma l’analisi delle minacce in linee operative, il confronto tra istituzioni in metodo e la lotta alle frodi in una funzione sempre più integrata dello Stato.




