
“Come ampiamente prevedibile, tutta l’Europa ormai da settimane sta facendo i conti con una ondata di inflazione che sta facendo aumentare tutti i beni di consumo. E’ l’effetto collaterale dei conflitti internazionali e delle conseguenze che essi da mesi stanno avendo sui prezzi dell’energia: carburanti, elettricità e gas. L’aumento dei prezzi rischia di impoverire ulteriormente le famiglie, fiaccando il potere d’acquisto del ceto medio già notevolmente impoverito rispetto al passato, e penalizzando ulteriormente le fasce deboli e i nuclei a basso reddito. Nella prossima manovra il governo deve prevedere misure straordinarie per contenere in modo strutturale il caro-vita. Perché se da un lato un’inflazione controllata di per sé non è negativa e, anzi, può anche favorire crescita e redistribuzione del reddito, dall’altro lato un’impennata incontrollata e forsennata dei prezzi ha come unico effetto un periodo di frenata dei consumi e quindi di contrazione della domanda e conseguentemente anche dell’offerta, con diminuzione di produzione, fatturato e Pil. Insomma, l’ennesima recessione di cui il sistema Paese e l’Europa in generale non hanno minimamente bisogno. Per questo governo e istituzioni comunitarie hanno il dovere di intervenire tempestivamente prima che sia troppo tardi”.
Lo dichiara Enrico Folgori, presidente di FEOLI (Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata).





