T’ASPETTO FUORI”: QUANDO L’AMORE È UN CLICK.

IL DRAMMA DEL CYBERBULLISMO NELL’ERA DELL’IPERCONNESSIONE.
“… ma non avevo capito che il destino di mio figlio non aveva nulla a che fare con la corrente del fiume.
Era un algoritmo. Freddo, logico, implacabile e lui, il mio bambino, era solo un dato in uscita, un file,
un’immagine che precipita nelle mani di tutti! E mentre io me ne stavo sulla riva del fiume lanciando
sassi e affannandomi a costruire barriere, loro dall’altra parte dello schermo, digitavano tempeste, frasi
così potenti da spaccare i sassi, parole come proiettili e questo maledetto telefono! era un potentissimo
campo di battaglia, una bomba ancora inesplosa che mio figlio si portava in tasca, e alla quale non
poteva sfuggire, neanche di notte, soprattutto di notte.”
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T’ASPETTO FUORI
Uno spettacolo teatrale di Paolo Vanacore, con la regia di Antonio Grosso, musiche di Alessandro
Panatteri. Uno spettacolo contro il bullismo, intenso e necessario, di cui avevamo bisogno.
Dopo alcune anteprime nelle scuole, “T’aspetto fuori”, scritto da Paolo Vanacore e diretto da Antonio
Grosso con protagonista Beatrice Luzzi, debutta il 22 ottobre al Teatro Vittoria di Roma. Lo spettacolo
racconta il cyberbullismo nella sua forma più contemporanea strappandolo agli stereotipi del passato:
non più la storia del ragazzo emarginato, ma il dramma di un adolescente apparentemente sereno, con
una madre amorevole, una passione per la musica e un cuore aperto all’innamoramento.
Filippo è un diciasettenne come tanti: va bene a scuola, è riservato, vive una vita ordinaria. La madre,
Daniela, garantisce al figlio una serenità che crede reale. Ma è nel silenzio di Filippo e fuori dalle mura
domestiche che il ragazzo nasconde un mondo parallelo di sofferenza. Sarà Paolo, un professore di
filosofia disincantato ma ancora capace di osservare, a percepire per primo il disagio che il ragazzo vive
all’interno della classe e nel rapporto con i compagni. Lo spettacolo esplora il vuoto tra le stanze reali
e quelle virtuali, dove i pericoli si moltiplicano grazie al coefficiente dei click.
Il regista Antonio Grosso costruisce una precisa geografia emotiva che fonde lo spazio scenico in unico
polo di narrazione a sottolineare due ambienti distinti ma costantemente interconnessi: la casa, il
luogo in cui la madre si impegna a costruire una solida realtà per suo figlio basata sull’amore e sulla
cura materiale, e la scuola, che rappresenta il mondo della percezione sociale e della responsabilità
collettiva. L’appassionata performance di Beatrice Luzzi (Daniela), la credibilità di Fabrizio Apolloni
(Paolo) e la genuinità di Davide Rossetti (Filippo) danno corpo a un dramma intenso e sofferto. Le
musiche originali di Alessandro Panatteri scandiscono il viaggio emotivo dei personaggi, dal tenero
complicarsi della vita familiare all’incubo digitale.
Lo spettacolo non è solo finzione, ma un riflesso di una realtà drammaticamente attuale. Secondo i più
recenti dati dell’ISTAT e del MIUR, in Italia oltre il 22% dei ragazzi e delle ragazze tra gli 11 e i 17 anni ha
subito episodi di bullismo, di cui una significativa parte in forma digitale.
Il cyberbullismo, caratterizzato dalla persistenza, dalla pubblica umiliazione e dall’impossibilità di
“sottrarsi” allo schermo, amplifica i danni psicologici, portando spesso a conseguenze devastanti sulla
salute mentale delle vittime. “T’aspetto fuori” indaga proprio questo: l’invisibilità del dolore nel mondo
iper-visibile del web. Lo spettacolo si interroga senza ipocrisie: abbiamo forse creato una generazione
di “codardi digitali”, capaci di far male al riparo di un monitor? Oppure siamo noi adulti a non possedere
più gli strumenti per decifrare un dolore che si consuma in silenzio, dietro uno schermo?In un momento in cui la vita sociale degli adolescenti si svolge sempre più attraverso gli schermi,
“T’aspetto fuori” usa il teatro – il medium della presenza fisica e dell’empatia immediata – per dare un
volto e una voce a un dolore senza volto. Uno spettacolo necessario per genitori, educatori e ragazzi
stessi, perché smaschera i meccanismi della manipolazione digitale e mostra come il pericolo possa
nascondersi dietro una chat apparentemente innocua, o addirittura desiderabile. Lo spettacolo non
offre facili soluzioni, ma costringe a una riflessione collettiva e urgente sul ruolo degli adulti, sulla
responsabilità di chi usa la rete e sull’importanza di educare non solo all’uso, ma alla psicologia dei
nuovi media.
“T’aspetto fuori” di Paolo Vanacore. Regia di Antonio Grosso
Con Beatrice Luzzi, Fabrizio Apolloni e Davide Rossett
Musiche originali di Alessandro Panatteri
Produzione: EVETIMES di Vincenzo Iannone




