EMERGENZA CIMITERI A ROMA
Tempi biblici per le cremazioni e servizi chiusi o inefficienti

Sempre in emergenza il servizio cimiteriale di Prima Porta a Roma: tempi d’attesa lunghissimi per la cremazione della salme e servizi inefficienti e in pieno degrado. I cittadini coinvolti nel caos sono stremati in attesa di ricevere l’urna con le ceneri dei propri defunti. «Oltre 1.500 salme attendono la cremazione a Prima Porta e i congiunti non possono ancora dare l’ultimo saluto al proprio caro. Da oltre un anno l’impianto crematorio del Flaminio è in manutenzione e non riesce a garantire la domanda degli utenti» affermano alcuni consiglieri del Comune di Roma. Peraltro le strutture interne del cimitero risultano in stato di avanzato degrado, laddove addirittura inservibili e chiuse al pubblico. Ad esempio i servizi igienico sanitari non versano in condizioni atte all’utilizzo, nei casi estremi anche nastrate per impedirne l’accesso. Eppure esistono fondi previsti lo scorso anno in bilancio e destinati al ripristino del decoro, alla manutenzione e all’adeguamento: si tratta di un piano da 55 milioni di euro che Ama dovrebbe impiegare per la ristrutturazione degli impianti cimiteriali. Ma ad oggi i problemi sembrano aumentare, anziché venire affrontati e risolti: la consegna delle urne con le ceneri supera il mese, così molte famiglie optano per la cremazione fuori comune, ma pagando una tassa aggiuntiva. E la prevista sospensione di questo balzello per chi cerca il servizio fuori comune somiglia molto ad un palliativo. Immediata la replica di Ama- Cimiteri Capitolini: «Dall’insediamento del nuovo management aziendale Ama, con il supporto di Roma Capitale, è impegnata in un piano di interventi, già programmato per i prossimi due mesi, volto ad assicurare decoro e fruibilità a tutti i cimiteri della città, garantendo al contempo la regolarità dei servizi quotidiani». Intanto, però, ad oggi sempre maggiori testimonianze e documenti fotografici dimostrano il contrario. 250522







