
La sicurezza di un sistema si misura soprattutto quando c’è qualche problema. Lo ricorda la FAST Confsal dopo la collisione del 28 ottobre a Urda, sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia: il treno Renfe AVE 2080 ha tamponato il treno Iryo 6076, fermo davanti al segnale di ingresso. Secondo l’autorità spagnola d’indagine tecnica (AITAT), l’impatto è avvenuto tra 160 e 200 km/h.
L’AITAT riferisce che alle 8:31 si è guastato il sistema di segnalamento LZB. I treni hanno proseguito in regime degradato, con istruzioni comunicate a voce. Per i tecnici, una «catena di guasti, istruzioni e azioni» ha portato alla collisione senza l’intervento delle necessarie barriere di mitigazione. Tutte le ipotesi restano aperte.
“Parlare oggi di errore umano non chiude la questione, la apre – dichiara Vincenzo Multari , Segretario nazionale FAST Confsal e vicepresidente ALE (Sindacato Europeo dei Macchinisti) -. Le tecnologie devono proteggere anche quando una persona commette un errore o il sistema principale va in avaria. Se la sicurezza dipende da un singolo passaggio umano, il limite è del sistema e va riconosciuto. In attesa degli esiti delle indagini, chiediamo che si valuti l’intera catena della sicurezza, non soltanto il suo ultimo anello. È lo stesso impegno che portiamo avanti in Italia, perché la sicurezza è ancora troppo spesso considerata un costo da contenere”.





