
Quantomeno singolare quel che è accaduto a Roma: “Sono una parlamentare e nell’esercizio delle mie funzioni sto andando al mare”. La dichiarazione e’ di Sara Cunial, eletta col Movimento 5 Stelle e poi espulsa. Si tratta di una delle prime multe elevate a Roma, ad un posto di blocco che la polizia municipale capitolina aveva predisposto per impedire le fughe dalla città verso il mare. La deputata si trovava a bordo della sua macchina, da sola, all’inizio della via del Mare, una delle principali vie di collegamento con il litorale. Quando è stata fermata per la verifica della autocertificazione, la Cunial ha provato a convincere la pattuglia di servizio che il giorno di Pasquetta stesse andando al mare per lavoro. Ha anche specificato la commissione di cui fa parte, la XIII, Agricoltura – e prima ancora l’VIII Ambiente, territorio e lavori pubblici, cercando di ventilare una attinenza con la sua fuga verso le spiagge. La scusa non ha fatto comunque presa sugli agenti della polizia locale, anche perché il Parlamento a Pasquetta era chiuso. E automaticamente è scattata nei suoi confronti la sanzione da 248 euro prevista dal decreto. Quel che non ha convinto gli uomini della pattuglia sono stati i cambi di versione dell’onorevole: prima sembra volesse raggiungere il mare, poi si è subito corretta dicendo di doverlo fare per motivi istituzionali, essendo parlamentare in carica. Alcuni automobilisti presenti nella coda pare abbiano anche sentito la donna affermare che “avrebbe fatto una telefonata alla Raggi”. Non è escluso a questo punto possa scattare una denuncia penale. Insomma, una storia in cui non è sfuggito di mano solo il buonsenso, ma soprattutto il senso del dovere istituzionale che dovrebbe essere rappresentato dai deputati come esempio per la popolazione.




