


“Mi ha puntato la pistola addosso. Allora ho sparato io con il fucile. Mi sono solo difeso”. Sandro Fiorelli, 58 anni, titolare di una tabaccheria a Santopadre nel frusinate spiega così quello che è successo nella sua proprietà la scorsa sera di lunedì. La pistola impugnata dal ladro poi ucciso, Mirel Joaca Bine, puntata contro il tabaccaio, era però finta. I giudici, al termine delle indagini, dovranno stabilire se si è trattato di legittima difesa o se, invece, possa essere un caso di eccesso colposo. L’uomo ha raccontato che almeno altre due-tre persone sono fuggite. Al rientro dal lavoro insieme al figlio, intorno alle ore 20.00, ha sorpreso i malviventi nella sua villetta sita tra Arpino e Arce; ha subito impugnato il suo fucile da caccia, regolarmente detenuto. Nel fare il giro della casa uni di essi, Bine, gli si è parato avanti puntando la sua pistola. Poco tempo per riflettere, immediata l reazione dell’uomo che ha fatto fuoco. Su questa ricostruzione si gioca l’esito dei primi accertamenti e di conseguenza la decisione di denunciare Fiorelli, disporne il fermo oppure lasciarlo libero – anche se venisse contestato l’eccesso colposo di legittima difesa. Fiorelli in passato era già stato vittima di rapina. 271021




