Music Fest Perugia celebra vent’anni: oltre 170 artisti da tutto il mondo trasformano la città in un laboratorio internazionale della musica

Vent’anni di attività, oltre mille giovani musicisti formati e una rete di docenti che riunisce alcune delle figure più autorevoli della scena concertistica internazionale. Il Music Fest Perugia raggiunge un traguardo simbolico e si presenta con un’edizione che conferma la vocazione della manifestazione: trasformare il centro storico del capoluogo umbro in un campus musicale aperto al pubblico, dove formazione e spettacolo convivono ogni giorno.
La XX edizione, presentata al Sina Hotel Brufani, si svolgerà in due sessioni, dal 23 luglio al 1° agosto e dal 3 al 12 agosto. In città arriveranno 120 studenti provenienti da conservatori e accademie internazionali insieme a più di cinquanta docenti, mentre l’Orchestra delle Cento Città accompagnerà l’intero programma artistico. Tra gli ospiti figurano pianisti di riferimento come Mikhail Voskresensky, Tamas Ungar e Ian Jones, chiamati a guidare masterclass e concerti.
“Vent’anni fa è nata un’idea, oggi il Music Fest Perugia è diventato una città nella città”, ha osservato il direttore artistico Peter Hermes, ricordando come il festival abbia accolto nel tempo oltre mille studenti e alcuni dei più importanti maestri della musica classica internazionale. Un percorso che ha consolidato il legame tra Perugia e una comunità artistica capace di rinnovarsi ogni estate.
Il cartellone si sviluppa in alcuni dei luoghi più rappresentativi del centro storico. La Sala dei Notari ospiterà quotidianamente recital, masterclass, concerti e incontri aperti al pubblico. Gli appuntamenti interesseranno anche la Chiesa di Santo Spirito, la Sala Falcone e Borsellino di Palazzo della Provincia e il Teatro Pavone, che torna a essere il palcoscenico delle produzioni operistiche.
L’opera lirica rappresenta uno dei punti di forza dell’edizione 2026. Il 30 luglio andrà in scena Il flauto magico di Mozart, mentre il 9 agosto sarà la volta de Il barbiere di Siviglia di Rossini. Due produzioni costruite con impostazioni differenti. La prima unirà professionisti e giovani interpreti formatisi nelle masterclass del festival; la seconda sarà affidata a un cast interamente italiano e perugino, realizzato in collaborazione con Grande Lirica Umbria.
“La presenza di artisti che hanno iniziato il loro percorso con noi è la dimostrazione concreta del valore formativo del festival”, ha spiegato Tiziana Fabietti, direttrice della sezione Opera e Voce. “Nel Barbiere di Siviglia siamo particolarmente orgogliosi di poter valorizzare il talento del territorio attraverso una produzione che coinvolge esclusivamente interpreti italiani.”
L’aspetto didattico resta il tratto distintivo della manifestazione. Ogni giornata alternerà recital dei maestri, esibizioni dei giovani musicisti, prove con orchestra e lezioni aperte. Per molti studenti rappresenta una delle rare occasioni per affrontare il repertorio sinfonico insieme a un’orchestra professionale, un’esperienza che difficilmente trova spazio nei percorsi accademici tradizionali.
È proprio questo elemento che, secondo la pianista Ilana Vered, rende unico il festival. “Offriamo ai ragazzi la possibilità di esibirsi con orchestra e di confrontarsi direttamente con il pubblico. Nel corso degli anni si è creato un dialogo continuo tra musicisti e spettatori, accomunati dalla stessa curiosità e dalla passione per la musica.”
Tra le novità dell’edizione 2026 debuttano le public masterclass. Ogni pomeriggio, alla Sala dei Notari, le lezioni saranno accompagnate da brevi conferenze divulgative pensate anche per chi non possiede una formazione musicale specialistica. L’obiettivo è ampliare la partecipazione, trasformando le lezioni in momenti di approfondimento accessibili a cittadini e turisti.
Il programma prenderà il via il 24 luglio nella Chiesa di Santo Spirito con una marathon recital nel pomeriggio e il concerto inaugurale dell’Orchestra delle Cento Città diretta da Andrea Fornaciari. Il 26 luglio spazio a una serata dedicata alle arie d’opera con la classe del mezzosoprano Eva Blahova. Nella seconda parte del festival torneranno artisti molto attesi come il soprano Eva Mei, protagonista di tre giornate di masterclass, e il pianista Danwen Wei, tra gli allievi più brillanti di Ilana Vered, che dirigerà il concerto conclusivo dell’11 agosto insieme ai docenti Jay Sun, David Fung e Leonardo Colafelice e a un gruppo di giovani talenti tra i sette e i dodici anni.
Negli anni il Music Fest Perugia ha costruito una rete stabile di collaborazioni artistiche. Anche quest’anno saranno presenti i direttori d’orchestra Alessandro Alonzi, impegnato nella prima sessione, e Marius Stravinsky, protagonista della seconda, confermando un rapporto che contribuisce a dare continuità al progetto.
Per il Comune il festival rappresenta ormai un tassello strategico della programmazione culturale estiva. L’assessore al turismo e allo spettacolo dal vivo Fabrizio Croce ha evidenziato il lavoro svolto per coordinare il calendario degli eventi cittadini, sottolineando come la collocazione successiva a Umbria Jazz consenta di prolungare la stagione culturale e turistica, offrendo ai visitatori un motivo in più per vivere Perugia anche nelle settimane successive.




