
«Il cambio del perimetro delle aziende obbligate a versare il TFR al Fondo di Tesoreria dell’Inps introduce una riforma rilevante che coinvolgerà molte aziende della logistica, in particolare quelle più strutturate. Dal 2026 l’obbligo di versamento del TFR al Fondo INPS non sarà più legato alla fotografia del 2006, ma scatterà al superamento di determinate soglie dimensionali. Questo significa che una fonte storica di autofinanziamento per le imprese viene meno. Il TFR lasciato in azienda ha rappresentato per anni un cuscinetto finanziario, soprattutto in un settore ad alta intensità di capitale come la logistica. La perdita di questa leva obbliga le imprese a rivedere pianificazione finanziaria, flussi di cassa e modelli organizzativi, in tempi molto rapidi. Si tratta di una riforma positiva, che va letta però in un quadro più ampio di un percorso di razionalizzazione e legalità del mercato. Questa norma, insieme ad altre misure come l’introduzione del reverse charge IVA nella logistica, contribuisce a rendere il settore più selettivo, premiando le aziende realmente strutturate, in regola e capaci di sostenere obblighi amministrativi e finanziari più stringenti. Le maglie diventano più strette, ma è un passaggio necessario. Per troppo tempo il settore ha subito una concorrenza basata su dumping contrattuale, irregolarità contributive e modelli aziendali fragili. Queste norme spingono verso un mercato composto da imprese solide, trasparenti e affidabili. Esistono però dei rischi. Il percorso di legalità va bene, ma deve essere accompagnato da misure di supporto. Non si possono solo aumentare gli obblighi senza intervenire sul lato dei ricavi e del riconoscimento del valore delle imprese corrette. Serve un adeguamento tariffario reale, che tenga conto dei maggiori costi strutturali e finanziari. Poi è necessario un vero rating di struttura: un sistema che valorizzi parametri come solidità patrimoniale, regolarità contributiva, storicità aziendale, qualità organizzativa. Questo rating dovrebbe avere un peso concreto nelle gare d’appalto, pubbliche e private. Infine, la storicità è un indicatore di affidabilità: chi è sul mercato da anni, investe, assume, rispetta le regole, non può essere messo sullo stesso piano di chi nasce e scompare nel giro di pochi esercizi. Premiare la continuità aziendale significa tutelare il lavoro, la qualità del servizio e l’intero sistema logistico. Ben venga un settore più regolato, trasparente e professionale. Ma la legalità va sostenuta con politiche coerenti: tariffe adeguate, criteri di gara che premiano la qualità, strumenti che riconoscano il valore delle imprese strutturate. Solo così la logistica italiana potrà crescere in modo sano e competitivo».
Lo dichiara Enrico Folgori, presidente nazionale di Feoli (Federazione Europea Operatori della Logistica Integrata) a proposito della riforma che dal 1° gennaio 2026 cambia il perimetro delle aziende obbligate a versare il TFR al Fondo di Tesoreria INPS. Una novità che impatterà in modo diretto sulla liquidità di molte imprese della logistica e del trasporto. Ne parliamo con Enrico Folgori, presidente FEOLI, associazione di categoria del settore.




